La bandiera dell’Elba rispettata dai pirati.
di Gloria Peria
pubblicato venerdì 18 maggio 2012 alle ore 08:15:37
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Nel corso della storia dell’Isola d’Elba, una gran quantità di bandiere di Stati dominanti hanno sventolato sulle sue fortificazioni prima di arrivare a quella studiata appositamente per essa da Napoleone. Se ne può fare una rapida carrellata, tenendo in considerazione le ripartizioni territoriali e descrivendo quelle che hanno lasciato tracce incisive. Si può iniziare dalla bandiera della Repubblica pisana, presente sull’isola dall’anno mille fino all’avvento della Signoria Appiani, a quella dei Medici e del Granducato di Toscana e poi proseguire con la bandiera spagnola, con quella del Regno di Napoli, fino ad arrivare al Tricolore francese, innalzato nel 1802. Dal 1809 al 1811, ha sventolato sull’isola anche la bandiera del Regno d’Etruria che ha nuovamente ceduto il posto a quella francese fino al fatidico arrivo di Napoleone. Egli il 3 maggio 1814, a bordo della fregata inglese ancorata in rada, fece allestire la bandiera dell’Elba che avrebbe dovuto sventolare sul Forte Stella il giorno successivo al momento del suo sbarco. Alcuni storici riferiscono che l’imperatore ordinò una frenetica ricerca nell’archivio del Comune di Portoferraio alla caccia di riferimenti utili alla realizzazione dell’emblema; altri sostengono che la scelta dei colori bianco e rosso sia stata riferita alla passata stirpe Appiani, a lungo signori dell’isola. Sulla scelta grafica delle tre api, alcuni hanno ipotizzato che si riferissero alle tre marine dell’Elba: Portoferraio, Rio Marina e Marciana e altri ancora che alludessero alla “industria, operosità, lavoro” degli elbani oppure alle tre peculiari attività isolane “miniere, agricoltura, commercio”. Al di là delle ipotesi più fantasiose, la realtà è sicuramente meno suggestiva. Secondo alcuni documenti del Bureau di Sanità, la prima istituzione locale ad avere avuto ripetuti contatti con Napoleone e con gli Ufficiali della fregata inglese, alcuni giorni dopo l’arrivo dell’imperatore, si evidenzia la necessità di acquistare una nuova bandiera bianca essendo stata la precedente recentemente utilizzata. Tale affermazione fa ipotizzare che la bandiera del Bureau di Sanità possa essere stata utilizzata come sfondo per la bandiera elbana. La scelta grafica delle api - già presenti da tempo nelle insegne dell’impero ed esaltate all’epoca in innumerevoli espressioni artistiche - può essere fatta risalire al decreto napoleonico emesso nel 1809 attraverso il quale l’imperatore, attingendo alla storia medievale di Francia, attribuiva una banda rossa con tre api d’oro alle Bonnes Villes, a quelle città dell’impero che gli avevano dimostrato una spiccata fedeltà e una capacità di governo esemplare. Perché quindi non affidare la fascia con le tre api all’Elba divenuta regno napoleonico? L’isola è stata, dal 1802, guidata da ottimi funzionari, tra i quali spicca il più attivo e fedele: il Vice Prefetto Giuseppe Balbiani , all’arrivo di Napoleone immediatamente promosso Intendente Generale, Presidente della Corte d’Appello e dell’Amministrazione Sanitaria, Direttore della Polizia generale e della Giunta di Governo. Nessun’altro ha potuto garantire e garantirà all’imperatore un’ ottima amministrazione senza che si senta l’imposizione di un controllo superiore eccessivamente opprimente. Per concludere, come riporta Pons de l’Herault nel suo Souvenirs et anecdotes de l’Ile d’Elbe, la bandiera elbana ebbe un incredibile successo, appena inalberata sui velieri che solcavano il Mediterraneo, era salutata persino dai pirati barbareschi che ci vedevano l’emblema del loro mito guerriero, Napoleone Bonaparte.
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