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MAGO CHIO' Vita e leggenda del Primo free - climber del Mondo di Giuliano Giuliani:




Mago Chiò era vissuto nella seconda metà dell’Ottocento. Nato a Portoferraio nell’Isola d’Elba qualche anno dopo l’Unita d’Italia in una delle vie più antiche della vecchia Cosmopoli ( nome che fu affibbiato alla città nei primi tempi della sua costruzione


 

“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno:




“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno che l’Editore il, Foglio Letterario di Piombino, ha portato alla Fiera del Libro di Torino.


 

IL FANTASTICO VIAGGIO DEL COMANDANTE GRASSI:




RACCONTO DI UN VIAGGIO IN CINA


 

Nuovo libro di Marcello Camici:




Nuovo libro di marcello Camici


 

Affari e politica a Portoferraio di Giovanni MUTI:




Questo libro è per la verità e la giustizia!

Vittorio Sgarbi


 

Giuliano Giuliani "AFFANDAMENTO DELL'ANDREA SGARALLINO" :




la ricostruzione attraerso la voce dei protagonisti della più grande tragedia che abbia colpito una nave civile nel mediterraneo durante nell'ultimo comflitto mondiale


 

“BALENE ALL’ELBA” :





Balene all’Elba è il titolo di un libro di Antonello Marchese, adesso in vendita nelle librerie. Fin dalla presentazione che si è tenuta alla Gran Guardia di Portoferraio, ha suscitato un grande interesse.


 

IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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COME DIRE QUELLO CHE SI PENSA , SENZA RISCHIARE UNA QUERELA di G.Muti

pubblicato lunedì 14 settembre 2020 alle ore 17:11:05




 COME  DIRE  QUELLO CHE SI PENSA ,   SENZA  RISCHIARE UNA   QUERELA  di  G.Muti













 









 


 



Questa  campagna  elettorale  si sta   scaldando  e   arrivano      di insulti  e   minacce     di   querele.



 



Siccome    comunicare    è   complicato, perché non basta  avere  ragione   e  saper  scrivere,  bisogna  anche riuscire   a  dire  quello che  si deve  dire    senza  beccarsi una   denuncia.   Vorrei  nel mio piccolo,  dare   qualche  suggerimento.  Una premessa:  credo che   a  noi   del  movimento  "Elba 2000", debba esserci  onestamente riconosciuto    il  fatto che siamo stati i primi a introdurre l'insulto nel linguaggio politico elbano e avergli dato, però,  la dignità  di  elemento di dialettico. I motivi per i quali fino a questo momento, non ci siamo trovati a risponderne davanti ad un giudice è perché ci siamo attenuti  rispettosamente alle regole.  Io,  devo dire,  le  ho sempre  rispettate.    Il risultato?  Giudicate: 5 anni di televisione, 25 anni  di  Radio,   altri  15 su Elbanotizie  e  altre testate  senza   una sola denuncia. Alcuni colleghi all’Elba ne  hanno ricevute. Qualcuno addirittura   anche una decina . Sia  chiaro  non ho  nessun    merito;   ci sono arrivato  rispettando le  regole  che sono  note  perché la  abbiamo già  pubblicate  , ma le  ripetiamo



 



 



Le regole   sono essenzialmente  quattro Eccole:



 



 







 



 



Prima  regola . l'insulto deve essere sempre rivolto ad un'azione, ad un'affermazione ad una scelta    e mai all’autore  che  deve  essere sempre indicato con nome e cognome.  La differenza è sostanziale: io rilevo che tu hai fatto una stupidaggine (che, poi per vivacizzare il discorso la chiameremo  cazzata) ma non dico che tu sei uno stupido, un disonesto o un cazzone. Chiaro?



 







 



Seconda  regola. Ciò che viene criticato deve essere criticabile in modo lampante; su questo non possono esserci dubbi. Facciamo un esempio da antologia: un presidente  di un  ente importante dice,  nel corso della cerimonia di inaugurazione del bruciatore del Buraccio ,  che sarebbe buona idea far diventare il luogo meta di gruppi turistici organizzati.  Noi gli dicemmo che lui aveva detto  una  cazzata  grossa  come  una casa,  anzi come  un bruciatore  perché  quell’impianto era  accusato di produrre  diossina.  In casi simili  l'autore ha tutto l'interesse che la cosa venga dimenticata.



 







 



Terza  regola. Il tono dell'insulto deve essere attutito dall'ironia, o nobilitato da una sana indignazione morale che apparirà sincera solo se lo è veramente. Se non è così meglio astenersi.



 







 



 



Quarta regola   Se   quello che scrivi contiene  delle critiche forti   allora firma   con nome   e cognome . Questo  è molto  importante perché ti aiuta  a non dimenticare le regole



 







 



 



 Quindi , secondo noi ,a coloro che  vogliono usare l’insulto  nelle polemiche e che  hanno difficoltà  a ricordarsi le regole diciamo che possono  essere  riassunte   in un sola:  se hai rancore  verso la persona   di cui devi scrivere,   interrompi subito,  prendi una bicicletta    e vai  a farti una passeggiata. Se non hai la bicicletta, esci e fai del “Footing” (che scarica)    o del “Fotting”  che invece  carica. Se lo farai,  non dirai cazzate,   e ci guadagnerai in salute



 



 




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