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Mago Chiò era vissuto nella seconda metà dell’Ottocento. Nato a Portoferraio nell’Isola d’Elba qualche anno dopo l’Unita d’Italia in una delle vie più antiche della vecchia Cosmopoli ( nome che fu affibbiato alla città nei primi tempi della sua costruzione


 

“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno:




“Passioni”, romanzo di Maria Gisella Catuogno che l’Editore il, Foglio Letterario di Piombino, ha portato alla Fiera del Libro di Torino.


 

IL FANTASTICO VIAGGIO DEL COMANDANTE GRASSI:




RACCONTO DI UN VIAGGIO IN CINA


 

Nuovo libro di Marcello Camici:




Nuovo libro di marcello Camici


 

Affari e politica a Portoferraio di Giovanni MUTI:




Questo libro è per la verità e la giustizia!

Vittorio Sgarbi


 

Giuliano Giuliani "AFFANDAMENTO DELL'ANDREA SGARALLINO" :




la ricostruzione attraerso la voce dei protagonisti della più grande tragedia che abbia colpito una nave civile nel mediterraneo durante nell'ultimo comflitto mondiale


 

“BALENE ALL’ELBA” :





Balene all’Elba è il titolo di un libro di Antonello Marchese, adesso in vendita nelle librerie. Fin dalla presentazione che si è tenuta alla Gran Guardia di Portoferraio, ha suscitato un grande interesse.


 

IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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ECCO COME IL PROGETTO DI UN GRANDE SERBATOIO SOTTO MONTE CAPANNE, FU FATTO FALLIRE DALLA COMUNITA' MONTANA DELL'ELBA di G.Muti

pubblicato mercoledì 2 settembre 2020 alle ore 14:52:10


  ECCO  COME  IL PROGETTO DI UN GRANDE  SERBATOIO  SOTTO MONTE  CAPANNE, FU  FATTO FALLIRE  DALLA COMUNITA' MONTANA  DELL'ELBA di G.Muti

In  risposta a   quanto   scritto , in un  intervento,  da   Mario  Ferrari   sui motivi  che  indussero  la Comunità Montana  a  non    deliberare  per   il  Piano  di fattibilità del  Progetto  Meneghin  , facendolo  fallire, pubblichiamo, per la  terza  volta , un articolo  sul retroscena  dove  vengono  riportati  i fatti,  come si  sono svolti. Chi legge  capirà  che  i  motivi per  cui la  Comunità Montana  blocco il progetto, non hanno nulla  che  vedere  con il passaggio   ad  altro  gestore,  perché  erano   mesi  che aveva in mano  la  bozza della delibera , inviata  da  Roma  che, secondo accordi,  avrebbe dovuto approvare.



E  questi accordi  fatti a  Roma  con  tecnici del Ministero delle  Infrastrutture,  non  furono fatti  da  Giovanni Muti  del   il Movimento Elba  2000,  che non era  nessuno. Furono fatti direttamente    con la  Comunità Montana nella  persona  di   Pietro Galletti. Chi era  ?  Era   il responsabile  dei servizi  idrici  della Comunità Montana . Quindi  tutto  quello che  si faceva  in campo   di servizi idrici  passava  dalla sue  mani.   Galletti era  d’accordo ma,  nonostante   questo, il progetto  fu  bloccato. Da  chi e  perché  ?  Escludendo  ipotesi più  gravi  che si potrebbero fare, è meglio  dire  che   non  fu  capito. Anche perché è  la  cosa  più probabile,  visto    il livello di coloro, che  in  quel periodo, gestivano  la  Comunità Montana.



Intendiamoci ,  era   gente  onesta, ma   che  era  portata  a  fare degli errori  peggiori di quelli  che mediamente  facciamo tutti. La    Magistratura,  purtroppo, non ha  alcuna  indulgenza  su  queste debolezze    e  vi furono  delle indagini   seguite  da    condanne.   Io invece  sono  indulgente, mi limito solo  a  ricordare  i fatti . Chi legge  può   trarre le  conclusioni.



 



 



 



 



Ecco l'articolo  pubblicato giovedì 13 maggio 2010 alle ore 17:03:18



 










PROGETTO MENEGHIN IL RETROSCENA di Giovanni Muti





 










PROGETTO MENEGHIN   IL RETROSCENA  di Giovanni Muti




 



 



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Da alcuni interventi  pubblicati  sui Blolgs  si ricava l’impressione  che, nonostante se ne dibatta  da almeno  una  decina  d’anni, molti non sappiano ancora  di che si tratta. Il progetto Meneghin  è un progetto molto serio ed impegnativo.   Ed è  passato  al vaglio dei più grandi  tecnici nazionali che lo hanno trovato validissimo e di natura  a risolvere definitivamente   il problema della  sete   all’Elba .



 



 Al fine  di  dare  una serie    di notizie  utili sul progetto e di  ricordarne il percorso   proponiamo  una ricostruzione telegrafica e frammentaria  dei tentativi  fatti per farlo decollare.



 



- Dopo u il  convegno   organizzato  all’Hotel Airone   dalla FAITA  e da ELBA  2000 e  una serie  di altri  passaggi,   il progetto viene spiegato,telefonicamente, ad  un altissimo funzionario del Ministero delle Infrastrutture,  molto vicino al ministro il quale,  pur chiarendo  che nulla poteva fare, non escludeva di poterci aiutare   se il progetto si fosse rivelato  così valido come noi sostenevamo.. Chiese, quindi ,  tutta la documentazione completa, che  fu spedita.



 



-   Dopo  una settimana  ci viene comunicato  che  il progetto era validissimo che  avrebbero inviato un ingegnere   a fare  un sopralluogo sul  Capanne  per  raccogliere del granito da far analizzare.  Ma soprattutto per   incontrare i vertici della Comunità Montana e  i rappresentanti delle categorie economiche. L'Incontro    si tiene   nell'ufficio della Presidenza  della Comunità Montana, presenti:   Febbo,  Galletti Strabella Sparnocchia Faita , l’Associazione Albergatori li  ,  Confecommercio La  Coldiretti  e Elba 2000. Mancavano la Cna e la CONFESERCENTI che non vollero aderire



 



 



 



 -  L'ingegnere rientra a Roma e dopo qualche giorno telefona dicendo  che il rappresentante  di Elba 2000  sarebbe dovuto  andare a Roma. La cosa, per lui, per questioni di lavoro,era impossibile. Fu concordato un incontro a metà strada. Spedirono un auto  sul porto di  Piombino e  l'incontro  si fece  a Punta Ala dove risultò che:



 



-Il progetto Meneguin era  semplice e geniale e che, per la sua realizzazione,  poteva esser scelto il percorso "Progect financing". Naturalmente  a monte  era necessaria una   scelta politica:  la  Comunità Montana avrebbe dovuto limitarsi all'approvazione di uno Studio di  Fattibilità ed inserirlo nella programmazione triennale, praticamente senza alcun costo.



 



-Il rappresentante di  Elba 2000 avrebbe   seguito l'iter burocratico della Comunità Montana .   Per questo  gli venivano messi a disposizione i tecnici dell'ufficio  che assisteva  il Ministero delle Infrastrutture nell'iter per la progettazione  del Ponte sullo stretto di Messina



 



- Fu anche ritenuto  prudente  non dare  notizia  di  quanto si preparava per evitare che  diventasse  oggetto di  polemiche politiche . Ma fu ritenuto  importate e giusto che i massimi  dirigenti di tutti i partiti dell'Elba   e i maggiori Enti, Parco , le categorie economiche,  fossero  tenuti al corrente di ogni passaggio .



 



-   Alla Comunità Montana, però,  le cose vanno a rilento. Intanto  arriva il  Decreto Merloni   che vieta al promotore  di un "Projct financing"  di offrire all'Ente   lo studio  di fattibilità. La conseguenza è che  grazie ai  suoi ritardi  la CM  dovrà pagarselo.



 



 



 



- I mesi passano e intanto da Roma arriva un bozza di piano di Fattibilità che una delle società interessata al progetto aveva  già preparato  che, anche se in modo approssimativo,  dimostrava   che il ricavato della vendita del granito avrebbe coperto quasi  interamente  i costi dell'opera . I progetto Meneguin assume sempre più i contorni di un " Buisneses case " dove non solo si risolve un gravissimo problema ma  si hanno una serie di benefici a cascata



 



- A Roma hanno fretta e chiedono un incontro. Un' auto inviata  sul porto di Piombino e prende il rappresentante di Elba 2000  e l'assessore ai servizi idrici  Pietro Galletti. Nell'incontro viene stabilito che per accelerare i tempi  l'Ufficio Tecnico   di Roma    avrebbe fornito gli atti formali  in modo che la Comunità Montana  avrebbe dovuto solo copiarli  e poi   approvarli. Si trattava di due delibere. La prima,    d'indirizzo,  che la Comunità Montana approvò.  E la seconda  che era il  bando pubblico  per lo Studio di Fattibilità  e l'impegno di spesa, che   non  fu   approvata, si disse, perché  non vi erano soldi. E l'iter si bloccò



 



Nello stesso periodo, però, la giunta di  centrodestra  impegnò una somma maggiore   per organizzare la gita  a Montecarlo.  Il gota della  classe politica che si mischia ai Vip del Café  de Paris, che porta un libro sulla Vantina, ( ribattezzata "Sveltina") e una    bandiera Elbana con le api d'oro alla rovescia:  invece di salire scendevano in picchiata : un presagio. Poi arrivarono i carabinieri. Il disastro è noto a tutti.



 



. E' i caso di precisare che qualora il progetto si realizzasse neanche una lira sarebbe  a Meneghin   ne ad altri  che  anno cercato  di promuoverlo. Questo tanto per  chiarire,  visto i tempi  che corrono.



 



G.  Muti  per  il Movimento  Elba 2000





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