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IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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UNA ERRATA DIMOSTRAZIONE DI INUTILITA' E DI IMPOSSIBILE REALIZZAZIONE DEL MIO SERBATOIO/GALLERIA di Marcello Meneghin

pubblicato giovedì 27 agosto 2020 alle ore 17:12:36


UNA ERRATA DIMOSTRAZIONE DI INUTILITA' E DI IMPOSSIBILE REALIZZAZIONE DEL MIO SERBATOIO/GALLERIA di Marcello Meneghin

Sig. Direttore Muti. Quando sono sbalordito devo rivolgermi per forza a lei ed importunarla.



Mi è capitato sott’occhio un messaggio nel quale, (unico esempio che io conosca) il Direttore Tecnico M. B. si rivolge espressamente alla mia persona indelebilmente definita con nome e cognome. Riporto testualmente il breve periodo apparso il 1 febbraio 2019 su "Il Corriere Elbano" e che mi interessa essendo composto dalla domanda fatta dal giornalista e la risposta del Direttore Tecnico M.B.



" Marcello Meneghin, l’esperto in acquedotti, ha ipotizzato un serbatoio, a parità di investimento, dove far confluire l’acqua piovana. Potrebbe essere un’alternativa al dissalatore?

«Il concetto è più che corretto. Ma realizzare una cosa del genere all’Elba è difficilissimo in quanto comporterebbe l’impiego di tecnologie avanzate simili a quelle utilizzate per la costruzione delle autostrade. Con l’investimento ipotizzato da Meneghin, si raggiungerebbe una riserva di acqua pari al funzionamento del dissalatore di quattro giorni. "



Due sono i punti. Primo Il Direttire dichiara che il serbatoio/galleria di cui mi occupo da 20 anni, non potrebbe mai essere realizzato all'Elba perché, presume il Direttore dimostrando nessuna competenza, per costruirlo esiste un solo sistema ed è quello delle enormi frese, così mastodontiche da non poter essere affatto adoperate all’Elba. Il Direttore evidentemente non ha la piú pallida idea di che cosa sia una a galleria scavata in roccia e del tipo di quella che costituirebbe il mio serbatoio perché dimostra di non sapere che per costruire tali gallerie oltre alla moderna e mastodontica fresa esiste ed è quello più spesso adottato, il metodo tradizionale con scavi eseguiti mediante esplosivo naturalmente usando moderne attrezzature.



Oltre a questo il Direttore parla del mio serbatoio senza aver ma visto alcun elaborato del relativo progetto di massima. Se lo avesse fatto conoscerebbe due dettagli che impediscono di adottare quella fresa. Il primo è la caratteristica di base del serbatoio/galleria la cui costruzione è prevista e per piccoli tronchi successivi e realizzati ad intervalli temporali uno dall'altro. Oltre a questo il Direttore si sarebbe accorto che si tratta di una galleria planimetricamente con moltissime curve mentre quella fresa è atta soltanto ad eseguire tratti rettilinei di galleria.



Ma il secondo punto a mio avviso arriva a denunciare una incompetenza gravissima in quanto il Direttore dimostra di non conoscere nemmeno la funzione , importantissima, che svolge un serbatoio in tutti gli acquedotti, di proposito chiamato serbatoio di compensazione delle portate . Ebbene secondo il direttore, se il mio serbatoio non è in grado di sostituirsi per più di quattro giorni al desalinizzatore che sarà costruito all'Elba, esso non serve a nulla. Tutte le altre funzioni di un serbatoio non esistono, secondo il direttore non esistono proprio . Non esiste il fatto che il serbatoio , non solo per i quattro giorni da egli nominati bensì per tutte le 365 notti di un anno, il serbatoio svolge la importantissima funzione di riempirsi per poi immettere in rete il giorno dopo durante le ore diurne portate anche elevatissime purché di durata breve. Inoltre un serbatoio di grande capacità, come quello da mè progettato, svolge funzioni di compensazione almeno quindicinale il che significa, ogni qual volta nella quindicina si presenta una sovrabbondanza nella disponibilità di acqua potabile, di qualunque provenienza come pozzi, sorgenti, Val di Cornia, desalinizzatore, pioggia ecc. il serbatoio ha la capacità di raccoglierla ed accumularla per coprire le deficenze di tutta la quindicina.



Ora se un il Direttore di un acquedotto importante non conosce questi banali e determinanti funzioni del serbatoio, ma arriva ad annullare l'efficacia del mio serbatoio soltanto per la ragione suesposta, ragione che non ha nulla a che vedere con l'importanza basilare che tutti i serbatoi degli acquedotti svolgono regolamente, ciò mi fa capire molte cose e prima di tutto la ragione per cui all'Elba non si parla mai della effettiva ed estrema necessità di costruire prima di tutto un serbatoio . Logicamente all'Elba non si prevede mai di costruire un serbatoio perchè, secondo il direttore,  è una struttura che non servirebbe a nulla !



Sig, Drettore Muti. Le mie inconsiderazioni sopra riportate sono gravi ma si basano su frasi scritte e pubblicate su blog pubblico, leggibile da tutti e , tramite una facilissima modalità di ricerca dell'archivio di Corriere Elbano, rintracciabili e leggibili in qualunque momento. In tali frasi si sostiene, con motivazioni non corrispondenti al vero, che il mio serbatoio sarebbe irrealizzabile ed inoltre che  esso all'Elba non sarebbe in grado di servire a nulla. Tutto questo significa bellamente denigrare la mia dignità professionale tramite motivazioni del tutto errate e come tali non ammissibili ! !



NB. l'articolo pubblcato su Corriere Elbano è il seguente: Dissalatore di Mola, la versione di Asa Spa By Irma Annaloro Feb 1, 2019



 



 



Nota



 



Caro Meneghin,



 



all'Elba nessuno mette in dubbio la sua preparazione e la sua dignità professionale. Sono 20 anni che si parla di questo progetto, che fu analizzato da tecnici del Ministero delle Infrastrutture che lo trovarono " semplice e geniale". Non solo fecero tutto il possibile per passare alla realizzazione, ma l'ente che avrebbe tovuto fare il piano di fattibilita' la Comunità Montana, alla cui direzione tercnica c'era l'ex sindaco di Portoferraio Mario Ferrari,  non lo fece . e tutto fallì.



L'ignoranza dei dirigenti di enti importanti e una caratteristica del nostro paese. Ottengono quelle posizioni non per la loro preparazione tecnico professionale, ma secondo le regole del " parassitario avanzato"  dove le potrone vengono assegnate secondo i ruoli che questi personaggi hanno nelle formazioni politiche .



Non ci faccia caso sig.Meneghin lei ha tutta la nostra stima



G.Muti





 





 





 




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