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Questo libro è per la verità e la giustizia!

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Balene all’Elba è il titolo di un libro di Antonello Marchese, adesso in vendita nelle librerie. Fin dalla presentazione che si è tenuta alla Gran Guardia di Portoferraio, ha suscitato un grande interesse.


 

IL NUOVO LIBRO DI LEONIDA FORESI:




UNA PARTE IMPORTANTE DELLA NOSTRA MEMORIA


 

una pubblicazione di Marcello Meneghin "ACQUEDOTTI Realtà e futuro" la descrizione documentata delle incongruenza degli acquedotti italiani culminante in perdite occulte pari alla metà dell’acqua totale prodotta,:




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FUSIONE, CON-FUSIONE E LUOGHI DELLA MEMORIA NELLA TRASMISSIONE AGORA’ di G.Muti

pubblicato giovedì 26 ottobre 2017 alle ore 01:12:47


FUSIONE,   CON-FUSIONE    E LUOGHI DELLA MEMORIA NELLA  TRASMISSIONE


AGORA’  di G.Muti

 



Vorrei   dire,  come  riese,  qualcosa  sulla     Fusione  Rio Elba  Rio –Marina. Non voglio  entrare  nella  polemica.   Potrei aggiungere  solo cose  già dette. Dico subito  che io sono a  favore del  Si   e  spero  che  prevalga  nel referendum. Vorrei   invece  parlare  della  trasmissione  Agorà  di Rai  3



Ho  visto, come molti,   il video  dell’intervista  fatta  dall’inviata   di   Agorà a  delle  riesi sostenitrici  del NO.



 Quello che  mi ha  colpito non  sono state le dichiarazioni  delle intervistate,  ma  il  basso livello della  trasmissione,   il  tono, il clima in studio, dove   si sprecavano  le  battute.  Qualcuno ha  detto,  addirittura,  “ che temeva per la vita  della giornalista.” E  tutto questo  mentre  la  conduttrice, in studio,  urlava  sovrapponendo  la sua  voce  a  quella  dell’inviata   in piazza.  Ma   strillava non  per  chiedere loro   perché  erano contro la  fusione,  ma per  accusarle  di comportarsi  in modo incomprensibile, “perché   oggi  dobbiamo accogliere     tutti dobbiamo integrare  tutti    anche gli stranieri     ecc …



Ad un certo punto,   ho  avuto l’impressione  che  anche lei fosse  una straniera. O meglio  un’ intergrata. Non so se  a  causa   del  suo coinvolgimento    a  favore dell’integrazione , dell’accoglienza  di stranieri,  che poco  entravano  nel tema  della  fusione , o per  il  suo italiano  strano  approssimativo   tipico degli   stranieri integrati.   Dopo aver riascoltato    con attenzione     i miei dubbi    sono aumentati.    



La giornalista, per esempio -  non sa neanche  che cosa    significa, in  italiano  il termine  CONFUSIONE . Secondo lei, siccome  si parlava di fusione ,  significherebbe     CON – FUSIONE   cioè:     FUSIONE  CON . . .qualcuno  ecc



E dice  testualmente : “  Questi riesi  non si vogliono  CON - FONDERE  con nessuno!!… Pensate   un po’  che  noi vogliamo fare  l’accoglienza  per gli immigrati  e  poi  non riusciamo   a  CON - FONDERE   i riomarinesi   con Rio nell’Elba .( voleva  dire con i riesi) . E ancora : “ Come pensiamo  di fare  dell’integrazione   se non riusciamo   CON – FONDERE (  Arridaje!!)    due paesi  piccoli come Rio  Marina  e Rio Alto?



 Se  per mezzo di una lingua sgangherata come  questa   si  dicono  frasi  insultanti  che  trasmettono  a milioni di spettatori  un’idea  falsa   del  luogo di cui si sta parlando, non è  una  cosa   di poco conto.



Però, in  studio,  c’era  anche  un giornalista   elbano,  che ha   detto di avere    origini riesi.  Peccato,  che  non abbia  potuto  correggere  un po’ il  clima  antiriese   che  regnava in  studio  e    che  non gli  sia  venuto in mente   di ricordare, con garbo  magari,  che Rio   non è un castello chiuso  contro chi viene da  fuori. Anzi Rio  è  talmente  aperto  che la percentuale  di stranieri  nella popolazione   è talmente alta   - oltre  il  25 percento -   che lo colloca nei primi  10 tra   gli  oltre  8000  comuni italiani  .



Questa   è la  realtà  per  quando   riguarda   gli stranierei. Per   quanto, invece,  riguarda   le persone  che vengono da  altri paesi o dal  Continente?  Bastava  ricordare  che l’ultimo sindaco  era un    fiorentino  e l’organizzatore  del  comitato    a difesa dell’identità riese,    è un napoletano.  Quindi, possiamo  affermare che Rio   è  uno  dei paesi più aperti a  livello nazionale. 



Dunque,  i  motivi per  cui   quelle  signore  sono contro   la fusione   vanno  cercati altrove.   Quindi una  trasmissione    da  buttare nel cestino.  Forse,   a  ripensarci ,  dell’intera  trasmissione  si potrebbe salvare  una  sola  frase  detta   dalla giornalista  in piazza:  “ Questo deve esser   un paese  difficile da  gestire”



Vorrei fare  qualche osservazione sul resto



Ho  notato  che  il    gruppetto   in piazza, a  parte   un uomo,   erano  tutte donne.   Una  di  queste   ha fatto riferimento alla scissione  del 1881  e agli scontri che  ci furono . Non ha detto che,    anche in quel caso, quelle  che protestavano    erano soprattutto  donne   ed   erano comandate   da  una donna   chiamata  “la  Generala”



Questo  indica  una  continuità  e  rivela,  come  a Rio ,  a differenza      di altri paesi,  le  donne,  abbiano  sempre avuto    un ruolo di rilevo.   



  Naturalmente, per  quel poco  che le hanno lasciate  parlare ,   non hanno   messo  in evidenza alcun  argomento  contro  la  fusione. Tutte  hanno parlato  del fatto che  la decisione  di tentare  una    fusione  con Rio Marina     e stata presa  sopra la  testa dei  cittadini.   Lo  ha detto  anche l’unico uomo presente. In questo ci potrebbe  essere  del vero.   Bisognerebbe  discuterne, ma  comunque non    può mai  esser   considerato una argomento contro  la  fusione. 



L’unica  che  ha  toccato un punto vero  è   Annamaria Contestable,   quando   rispondendo  alla  giornalista     ha parlato dell’identità  dei luoghi  storici da  difendere   accennando  del    “Buchino” .   “ Ma in  caso i fusione  -  dice la  giornalista-   nessuno lo bara”. Evidentemente ,  da come era stato presentato      deve  avere pensato che si  trattasse   di un monumento storico. Poi  il discorso su  un   luogo ritenuto importante   perché legato, per ragioni storiche,  all’identità ecc  si è interrotto perché la  giornalista   gli ha  tolto il microfono.      



E  qui entriamo  in un campo  complesso   dei  luoghi   della memoria  che  contengono  ricordi che non hanno bisogno  di esser dei monumenti storici    per  esercitare  una specie di magia. Non  stiamo  parlando  solo  dei  luoghi della  nostra  infanzia. Stiamo  parliamo  luoghi come  Buchino  dove la storia con i suoi personaggi  e  i suoi drammi  a  lasciato  segni  incancellabili.



E il sentimento che  ci lega    questi luoghi è un sentimento forte che   unisce  e che è  quindi parte  di un’ identità  comune.   Ed  è , per alcuni,   come  se, con la fusione,  qualcosa  di sacro     potesse  essere  profanato.  Certo, tutto  questo   non  è razionale ,  ma  è comprensibile quando entrano in gioco  sentimenti profondi.



Io sono nato   e  cresciuto   nei vicoli  del  Buchino  che provocano in me  ricordi  e  immagini,  a  volte,  dai      contorni dolorosi,  come succederà anche  ai miei mici di Rio Marina,  ma      sono  a  favore  della  Fusione, perché nulla  può cambiare   il rapporto che  tutti noi  abbiamo  con questi luoghi. Tantomeno la  fusione.



 



 




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